Castell’Azzara, per le tue vacanze in Toscana

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Castell’Azzara, per le tue vacanze in Toscana

Castell’Azzara, per le tue vacanze in Toscana

Castell’Azzara è il luogo ideale per le tue vacanze in Toscana!

Immerso nel verde delle colline toscane è un piccolo borgo di 1450 abitanti arroccato sulle pendici orientali del Monte Civitella a 815 metri di altezza:
un piccolo gioiello da scoprire!
Situato a sud del monte Amiata, e confinante con le terre di Siena e Orvieto, con le sue case in pietra, l’odore di legna che impregna i vicoli stretti che delimitano le case,  ha il sapore unico dei paesi di una volta.
Il territorio comunale di Castell’Azzara si estende tra le pendici meridionali del cono vulcanico del Monte Amiata, fino alla sponda settentrionale dell’area del Tufo e alla valle del fiume Paglia.
L’area settentrionale ed occidentale del territorio comunale ha avuto in passato una certa importanza per i giacimenti minerari, soprattutto di cinabro, che erano noti fin dall’antichità.
Il clima di Castell’Azzara è influenzato dall’altitudine, essendo il più elevato capoluogo comunale dell’intera provincia di Grosseto.
Ciò nonostante, la posizione a sud-est del cono vulcanico amiatino, fa sì che la temperatura sia relativamente meno fredda rispetto alle medesime quote del versante opposto.


Storia

Castell’Azzara sorge negli anni tra l’XI e il XII secolo.
È ricordato nel 1216 come appartenente al contado aldobrandesco del ramo di Santa Fiora e fu da sempre nelle mire delle città confinanti di Siena e Orvieto.
Nel 1297 divenne territorio della famiglia orvietana dei Baschi, fino a ritornare agli Aldobrandeschi fino al 1439, quando passò alla famiglia Sforza in seguito al matrimonio tra Cecilia Aldobrandeschi e Bosio Sforza.
Castell’Azzara seguì da allora il destino della vicina Santa Fiora, finendo poi annesso al Granducato di Toscana nel XVII secolo.
Importante centro minerario tra XIX e XX secolo, è oggi un piccolo borgo poco popolato arroccato sulle pendici orientali del Monte Civitella.

Simboli

Lo stemma di Castell’Azzara è costituito da uno scudo sannitico a sfondo bianco su cui è raffigurata una fortezza rossa con tre torri sormontate da tre dadi da gioco.
Lo stemma ha la seguente blasonatura ufficiale:
«d’argento al castello di rosso, torricellato di tre, il medio più alto, terrazzato di verde, sormontato da tre dadi al naturale segnati coi punti 3 – 5 – 4 di nero».
Il significato dei dadi, e da qui il toponimo, è legato alla tradizione che vuole il castello oggetto di una contesa tra due fratelli Aldobrandeschi:
contesa che fu risolta con una partita a zara, gioco d’azzardo medievale con dadi.


Monumenti e luoghi d’interesse

Villa Sforzesca

Iponente residenza degli Sforza, fu fatta costruire a partire dal 1576 per volere del cardinale Alessandro Sforza, lungo la strada provinciale che collega Castell’Azzara alla via Cassia.
Dopo la morte di Alessandro, la struttura andò incontro ad un progressivo degrado così tanto che nel XIX secolo, iniziarono interventi volti al recupero dell’edificio.
In più occasioni la villa ospitò il granduca Leopoldo II, infatti ciò è come testimoniato da alcune lapidi nella sala d’ingresso.
Nel 1950 la gestione della villa fu affidata all’Ente Maremma e nel 1980 al Comune di Castell’Azzara nella speranza che potesse essere definitivamente recuperata.
Tornata di nuovo in pessime condizioni, un significativo intervento di restauro tra le fine del XX e l’inizio del XXI secolo ha permesso di salvare la dimora dal degrado che oramai aveva già colpito irreversibilmente l’ala posteriore della struttura.
La Villa Sforzesca si presenta a pianta rettangolare, con la facciata ben restaurata che racchiude una corte interna, dove sono visibili alcuni ruderi.
L’edificio si sviluppa su tre livelli, con portale d’ingresso centrale sovrastato da un arco a tutto sesto dove è collocato lo stemma gentilizio.
Gli elementi stilistici testimoniano le origini rinascimentali del complesso.
All’interno, sono visibili tracce di decorazioni e affreschi tardo cinquecenteschi e del periodo barocco.
Nell’area antistante, si affaccia sul lato destro la coeva Chiesa di San Gregorio Magno, fatta restaurare nel 1856 dal prelato Celestino Ricci Menichetti.

Riserva naturale del monte Penna

La riserva occupa una superficie di 1.050 ha e comprende un massiccio montuoso di natura prevalentemente calcarea, sul versante sud-orientale del Monte Amiata, nei pressi di Castell’Azzara.
Le cime più alte sono rappresentate dal Monte Civitella (1.107), dal Poggio della Vecchia o Monte Penna (1.086 m) e Monte Nebbiaio (1.086 m).
Il Monte Penna è anche protetto come sito di interesse comunitario.

La Grotta del Sasso Colato

Dal centro Castell’Azzara, salendo per un chilometro verso uno sperone di roccia ben visibile dal paese chiamato Poggio delle Forche, si raggiunge la Grotta del Sassocolato, una cavità naturale di origine tettonica-marina-carsica prevalentemente lineare, con alcuni dislivelli significativi superabili mediante scale artificiali.

Una delle caratteristiche della grotta è la presenza di una colonia di Chirotteri (pipistrelli di specie diverse), che raggiunge complessivamente tra 2000 e i 2500 esemplari.

Per visitarla sono previsti due itinerari:

  • 1° itinerario – 45’, facile;
  • 2° itinerario – 3h, impegnativo.

Per non disturbare la fauna sotterranea i gruppi di visitatori non possono superare le 15 unità.
È possibile visitare la grotta con il personale qualificato ed abbinare escursioni in altre grotte, gallerie minerarie e ipogei etruschi.

Orario e periodo di visita:

  • Dal 10 aprile al 10 novembre.Prezzi:
  • 1° itinerario: Euro 6,00 a persona;
  • 2° itinerario: Euro 25,00 l’ora per l’accompagnatore.Accessibilità ai disabili: no

La rocca Silvana

Di notevole interesse storico e artistico risultano i resti della Rocca Silvana situata nella frazione di Selvena, insediamento medievale e antico possedimento dell’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata fu costruita nel corso del IX secolo.
Nella parte bassa della rocca si estendeva il borgo, di cui rimangono le strutture murarie dei vari edifici, mentre nell’area sommitale si trova il palazzo signorile, a pianta quadrangolare, disposto su due livelli, presso il quale vi sono i resti di una cisterna per la raccolta e la distribuzione dell’acqua.
Il complesso è costituito anche da 2 torri, di cui una situata di fianco all’antico cassero, presso il quale si trovava un’altra cisterna.

Le gallerie minerarie

Dal 2008 sono aperte al pubblico due gallerie minerarie del Cornacchino, che compongono la cosiddetta galleria Ritorta.
I cunicoli sono lunghi alcune centinaia di metri e ruotano su se stessi.
Per scendere è necessario munirsi di attrezzature adatte, fornite dalla Pro loco di Castell’Azzara, che gestisce il museo, ed essere obbligatoriamente condotti da una guida esperta.
Il percorso è inserito nella rete museale provinciale Musei di Maremma.

Museo delle Miniere di Mercurio del Monte Amiata

Il museo è sito in piazza Garibaldi a Santa Fiora ed è stato realizzato per testimoniare la storia delle miniere e dei sacrifici compiuti dai minatori.
Il percorso museale con la documentazione storica è volto a far rivivere condizioni antiche e moderne del lavoro, dell ‘organizzazione sociale e dello sviluppo delle miniere del Monte Amiata, oltre ad illustrare la fatica ed i rischi che questo duro lavoro comportava.

il Parco Museo delle acque di Santa Fiora 

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By |2018-11-29T14:17:43+00:00Nov 28th, 2018|Territorio|0 Comments

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